SCANNER FOTOGRAFICI
Digitalizzazione supporti fotografici
I nostri scanner fotografici
Il nostro fiore all’occhiello è l’Imacon Flextight 848, prodotto da Hasselblad, scanner professionale di fascia alta in grado di tener testa ai blasonati scanner a tamburo, i file ad alta risoluzione ottenuti da questo tipo di macchina sono molto interessanti per chi scatta utilizzando la pellicola fotografica. L’848 è uno scanner a “tamburo virtuale” perché il meccanismo che tira e traziona il negativo lo fa curvandosi, questo sistema garantisce la perfetta distanza tra il sensore e il negativo, il risultato è una scansione di altissima qualità. Il sistema a “tamburo virtuale”, funziona tramite un vero e proprio obbiettivo all’interno dello scanner, si ottengono file a piena risoluzione (16 bit), i formati che si possono trattare sono:
standard: 35 mm (striscia o singolo fotogramma)
medio formato: 120 (striscia 6×6, singolo fotogramma 6×7 / 6×9)
grande formato: 10 × 12 cm (4×5″)
i file formato 3F (.FFF), che è il formato “RAW” di Hasselblad, può essere successivamente elaborato più volte senza alterare il negativo digitale.

Risoluzione ottica max 35mm: 8000 dpi
60mm: 3200 dpi
4 x 5″: 2040 dpi
Il Flextight 848 lavora sia con trasparenti positivi e negativi sia con opachi, è quindi possibile la riproduzione delle vostre stampe “vintage” o di quelle prive del relativo negativo.
Grazie al nostro workflow siamo in grado di realizzare scansioni eccellenti che premiano con soddisfazione gli sforzi di chi scatta in pellicola, tutti i passaggi della digitalizzazione sono gestiti manualmente, in modo da mantenere il più possibile la morbidezza della pellicola senza alterarne la grana, escludendo l’utilizzo di filtri di sharpening in fase di acquisizione per evitare l’aggiunta di rumore digitale.
I tempi ridotti di post-produzione permettono un rapporto qualità/prezzo del servizio ECCELLENTE, lo scanner Imacon è una scelta VINCENTE per chi ha necessità di digitalizzare grandi quantità di immagini ma non vuole accettare compromessi o seconde scelte, siamo su un livello non paragonabuile a quello degli scanner Nikon.
Il file “RAW 3F” permette di restaurare gli originali in modo definitivo, righe, graffi, sporco, possono essere rimossi in via permanente in modo che ogni successivo salvataggio generi un file TIFF assolutamente perfetto, significa che il nostro master/negativo digitale è salvato per sempre e pronto per essere eventualmente modificato in modo flessibile in base ad ogni esigenza.
Ad eccezione delle scansioni a tamburo, gli scanner Hasselblad Flextight sono in grado di produrre la più alta qualità di scansioni a disposizione sul mercato, la reale differenza dell’Imacon sta nella lettura dei neri profondi delle ombre, ecco perché un file prodotto da questa macchina è molto più naturale e soprattutto necessita di meno correzioni di un altro, per esempio, con gli scanner Nikon per ridurre il rumore digitale causato dall’elettronica dallo scanner stesso e per leggere i neri più profondi occorre ricorrere al multicampionamento, una procedura lunghissima, con il Flextight 848 non è necessario perché il sensore è in grado di catturare le sfumature anche nelle zone più scure.
Un aspetto molto importante che abbiamo riscontrato lavorando su queste macchine è che su scanner “prosumer” come Nikon, Minolta, ecc., bisogna ricorrere alla massima risoluzione di scansione per avere un file che sia “performante”, per esempio sul Minolta la scansione a 1600 o 2400 DPI non è valida come quella a 3200 DPI mentre su questo scanner avere un PPI a 800 a 16 bit o a 3200 a 16 bit non cambia la qualità, cambia solo la dimensione finale del file.
Tante volte capita di osservare con il lentino un negativo disteso sul piano luminoso e si hanno grandi aspettative sul risultato della scansione, riguardo soprattutto i particolari nelle zone più scure del fotogramma, se lo scanner non è all’altezza il file finale può essere deludente perché i dettagli osservati dal nostro occhio tramite lente di ingrandimento non ci sono, non esistono perché lo scanner non è riuscito a produrli.
La tecnologia “Virtual Drum” permette di introdurre dei dettagli non in quanto tali, ma di andare a leggere nella profondità dei neri e quando parliamo di negativo è importante l’aspetto delle transizioni e delle sfumature che altri scanner non riescono a leggere, questo parametro si chiama “DMAX” e determina quanto uno scanner riesca a bucare, per così dire, il nero, indica la capacità di leggere le sfumature nelle zone più dense di una pellicola, un Dmax con un valore 4.2, 4.6, 4.8 è senza dubbio molto più importante di un Dmax vicino al 2 o al 3.
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